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SENSO DI APPARTENENZA archivio della memoria locale
 


 

 

Il miglior strumento della conservazione è infatti la coscienza diffusa del nostro patrimonio culturale. I migliori custodi, diceva Gombrich, dell'eredità culturale italiana sono i cittadini e in particolare i giovani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

30 anni e li mostra • associazione culturale lauretana
Nel dicembre 1976 viene inaugurata una mostra di immagini fotografiche di Loreto Aprutino,  che vanno dalla fine dell'Ottocento agli anni ‘50. La mostra è allestita nei locali dell’ex-pretura di Loreto, locali che il sindaco, rag. Bruno Passeri, ha concesso in comodato gratuito alla neonata Associazione Culturale Lauretana. E’ un tentativo di scuotere dal torpore una cittadina chiusa, che può solo vantare nomi illustri del passato ma che non produce più cultura. Le foto rimangono, ancora oggi, un documento unico,  ma, al di là della testimonianza diretta, risultatano determinanti per il futuro della vita del paese. Da allora, ininterrottamente per 30 anni, l’associazione culturale lauretana ha animato la vita di Loreto, contribuendo alla crescita morale e sociale, portando alla luce autori locali, sconosciuti ai più ma importanti, come Orazio Di Camillo, grande fotografo loretese, i cui primi piani restano dei capolavori insuperati, Marino Di Carlo, grafico pubblicitario, che ha disegnato  per grandi marche italiane (Ferrochina Bisleri, Lanerossi Vicenza) e nella stessa Loreto, per il forno di Zopito Nobilio (Pipinùcce lu furnare), Vino e Caffè (la candìne di Giaccùne), l'Osteria Fiucci (Giorgie lu paròte), scritte non più esistenti nei rispettivi edifici, ma documentate e a volte recuperate. Ed è proprio la memoria che segna il percorso dell'associazione, il recupero di storie, leggende, canti. E documenti, tanti (ultima acquisizione la biblioteca Valentini, che presto sarà in una stanza della biblioteca comunale). Questo percorso non poteva non portare a Luigi De Deo,  un mastro muratore (che ne sapeva più di architetti e ingegneri) con il pallino della scrittura e dell'arte. Ha scritto numerose tragedie, tra le quali Paolo Recchia e I vespri loretesi. A lui è intestato Il Teatro Comunale di Loreto Aprutino. La compagnia teatrale che si è formata per mettere in scena i suoi testi non si è più sciolta ed ha voluto fortemente la ristrutturazione del Teatro. I vespri loretesi  sono diventati uno sceneggiato in tre puntate prodotto da RAI tre regionale; la compagnia, Teatro del Paradosso, è diventata una realtà professionale che presenta i propri spettacoli in tutta Italia; propone una stagione di spettacoli, una scuola di teatro, corsi di formazione. Se  Loreto ha una sua vita culturale degna di rispetto e di attenzione (gli Incontri, festival d’arte e spettacolo a Loreto Aprutino, sono giunti alla loro XX edizione ed hanno portato in paese artisti di ogni genere) lo si deve al lavoro volontario, spesso gioioso, dell'Associazione Culturale Lauretana.