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Luigi De Deo

 

 Breve biografia

Luigi De Deo nacque a Loreto Aprutino il 17 dicembre 1903. Fin da ragazzo si fece  apprezzare per la vivezza e la versatilità della sua intelligenza, ma, essendo gracile di costituzione, fu dai familiari avviato ad imparare il mestiere di muratore perché si irrobustisse.
Ha fatto questo mestiere per il resto della sua vita.
Naturalmente curioso aveva  interessi per i vari aspetti della cultura sia umanistica che scientifica e tecnica. Espresse la sua creatività principalmente, ma non solo, in campo letterario, producendo una notevole quantità di opere.
I suoi primi più importanti  lavori sono le opere teatrali: " I vespri Loretesi" e "Il tesoro di S. Rocco",  rappresentati rispettivamente nel 1929 e nel 1931 dalla filodrammatica da lui stesso organizzata e diretta. In essi rivivono, come protagonisti, personaggi che appartengono al popolo, al quale egli si rivolge.
Richiamato alle armi viene deportato in Germania nei campi di lavoro e successivamante trasferito in Sardegna per i servizi ausiliari dove prese la malaria. Di ritorno a Loreto trovò la propria  casa completamente distrutta dai bombardamenti (1944).
Oltre ai lavori già citati, sono stati recuperati, dalle macerie della sua abitazione, altre opere, fra cui: "Guerra sociale", ambientata ai tempi dell'antica Roma, "Fiorella", tragedia pastorale sarda scritta nel 1944.
Ha scritto inoltre  "I baccanali", riproposizione del rito pagano in onore di Bacco, che veniva rappresentato nel periodo di carnevale per le strade cittadine;  "Le tentazioni di S. Antonio" che riprende la tradizione abruzzese della vittoria del popolare santo eremita sulle tentazioni del demonio.
Ha scritto inoltre numerose poesie andate in gran parte perdute.
Aveva uno spiccato senso sociale, era impegnato politicamente e partecipava attivamente alla lotta politica senza tuttavia aspirare a posizioni di potere .
Negli ultimi anni passati a Loreto Aprutino, rilevatene le nuove necessità urbanistiche, ne suggerì lo sviluppo verso la zona dei cappuccini  e si fece in tal senso promotore del primo progetto del piano  regolatore .
Nel 1957 per motivi di lavoro si trasferisce con la famiglia a Pescara. A causa di un incidente sul lavoro prima e di un'infermità dopo, divenne completamente cieco. Trascorse gli ultimi anni amorevolmente curato ed assistito dalla moglie Aida.  E' morto il 15 agosto 1971.

 
 

Breve biografia

Luigi De Deo nacque a Loreto Aprutino il 17 dicembre 1903. Fin da ragazzo si fece  apprezzare per la vivezza e la versatilità della sua intelligenza, ma, essendo gracile di costituzione, fu dai familiari avviato ad imparare il mestiere di muratore perché si irrobustisse.
Ha fatto questo mestiere per il resto della sua vita.
Naturalmente curioso aveva  interessi per i vari aspetti della cultura sia umanistica che scientifica e tecnica. Espresse la sua creatività principalmente, ma non solo, in campo letterario, producendo una notevole quantità di opere.
I suoi primi più importanti  lavori sono le opere teatrali: " I vespri Loretesi" e "Il tesoro di S. Rocco",  rappresentati rispettivamente nel 1929 e nel 1931 dalla filodrammatica da lui stesso organizzata e diretta. In essi rivivono, come protagonisti, personaggi che appartengono al popolo, al quale egli si rivolge.
Richiamato alle armi viene deportato in Germania nei campi di lavoro e successivamante trasferito in Sardegna per i servizi ausiliari dove prese la malaria. Di ritorno a Loreto trovò la propria  casa completamente distrutta dai bombardamenti (1944).
Oltre ai lavori già citati, sono stati recuperati, dalle macerie della sua abitazione, altre opere, fra cui: "Guerra sociale", ambientata ai tempi dell'antica Roma, "Fiorella", tragedia pastorale sarda scritta nel 1944.
Ha scritto inoltre  "I baccanali", riproposizione del rito pagano in onore di Bacco, che veniva rappresentato nel periodo di carnevale per le strade cittadine;  "Le tentazioni di S. Antonio" che riprende la tradizione abruzzese della vittoria del popolare santo eremita sulle tentazioni del demonio.
Ha scritto inoltre numerose poesie andate in gran parte perdute.
Aveva uno spiccato senso sociale, era impegnato politicamente e partecipava attivamente alla lotta politica senza tuttavia aspirare a posizioni di potere .
Negli ultimi anni passati a Loreto Aprutino, rilevatene le nuove necessità urbanistiche, ne suggerì lo sviluppo verso la zona dei cappuccini  e si fece in tal senso promotore del primo progetto del piano  regolatore .
Nel 1957 per motivi di lavoro si trasferisce con la famiglia a Pescara. A causa di un incidente sul lavoro prima e di un'infermità dopo, divenne completamente cieco. Trascorse gli ultimi anni amorevolmente curato ed assistito dalla moglie Aida.  E' morto il 15 agosto 1971.